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La Radiologia Interventistica è una moderna branca della medicina che utilizza una tecnica mini-invasiva per trattare diverse patologie femminili.
Patologie caratteristiche della pelvi femminile, come il Varicocele Pelvico o i Fibromi Uterini, ultimamente possono essere trattati con sistemi non chirurgici ma cosiddetti PERCUTANEI (attraverso la cute e senza tagli chirurgici).
Questo vuol dire che si fanno veri e propri interventi chirurgici da una semplice puntura; l’affinarsi delle nuove tecniche della radiologia interventistica hanno quindi pian piano sostituito i veri e propri interventi con tecniche percutanee, cioè con punture su vasi, arterie o vene, che arrivano ad irrorare le zone di interesse.
Per esempio il VARICOCELE PELVICO, o sindrome da congestione pelvica è una malattia che interessa le vene dei plessi ovarici periuterini le quali, in genere dopo una o due gravidanze, rimangono dilatate e ingrandite dando dolore e fastidio pelvico.
Da una puntura di una vena del braccio si porta un catetere nelle vene dilatate e si chiudono, si sclerotizzano con un farmaco, ottenendo la scomparsa, più o meno completa, della sintomatologia .
I FIBROMI UTERINI o fibromatosi uterina rappresenta un'altra malattia molto frequente nella donna e si tratta di una patologia della pelvi femminile caratterizzata da tessuto con crescita anomala molto vascolarizzato nel contesto della parete dell'utero.
La terapia percutanea consiste nell'entrare con un piccolissimo tubicino (il catetere angiografico) nelle arterie che riforniscono il fibroma per chiudere il flusso di sangue che “nutre” questo tessuto patologico facendolo praticamente “morire”.
In entrambi i casi il Radiologo Interventista fa quello che il chirurgo farebbe aprendo l’addome e, nel caso delle varici pelviche, legando le vene patologiche;
nel caso dei fibromi uterini il chirurgo ginecologo asporterebbe il fibroma con un intervento mentre il radiologo lo “ devascolarizza” ottenendo, comunque, la risoluzione della malattia.
Nell'ambito della medicina moderna l'approccio mini-invasivo alle problematiche cliniche della sfera femminile ha riscosso quindi un successo in continua crescita in virtù dei peculiari vantaggi che la contraddistinguono:

  • Nel 90% dei casi viene eseguita in anestesia locale e in sedazione
  • Richiede tempi di ricovero estremamente brevi e in alcuni casi può essere effettuata anche in regime ambulatoriale
  • Le tecniche di RxI sono considerate mini-invasive in quanto in più del 90% dei casi vengono eseguite per via percutanea, senza necessità di esposizione chirurgica dell'organo da trattare.
  • I rischi della metodica, rispetto alla chirurgia, sono decisamente inferiori e, in buona parte dei casi, trascurabili.
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